Immaginate per un attimo di vedere un meteorologo che, con un paio di forbici in mano, si avvicina, quatto quatto, alle spalle di una signora con i capelli rossi. Penserete, ovviamente ed a ragione, che costui è senz’altro un maniaco sessuale animato da propositi omicidi. Certo il gesto sarebbe riprovevole e da condannare ma la motivazione potrebbe essere molto più semplice e addirittura... innocente.
Ebbene dovete sapere che i nostri capelli sono molto sensibili all’umidità dell’aria, tanto che più l’aria è secca più si accorciano. Al contrario, quanto più l’aria è vicina alla saturazione – come, ad esempio, in una giornata piovosa, nebbiosa o molto afosa - tanto più si allungano, fino a formare, in casi estremi, pieghe o riccioli. Lo sanno bene tutte le donne che, appunto, evitano di andare dal parrucchiere nelle giornate piovose onde evitare che una pettinatura "liscia" si trasformi in breve tempo in una pettinatura "crespa".
Ma cosa c’entrano, mi direte, le donne con i capelli rossi? Ebbene, i capelli più sensibili all’umidità, ovvero quelli che variano di più la propria lunghezza al variare dell’umidità, sono quelle delle donne, meglio ancora se con i capelli biondi. Ma l’allungamento massimo si verifica con i capelli delle "rosse".
Ecco perchè lo strumento "principe" impiegato in meteorologia per misurare l’umidità dell’aria è l’igrometro a capelli, costituito appunto da un fascetto di capelli, possibilmente di donne con capelli rossi, i cui accorciamenti o allungamenti al variare dell’umidità, mettono in movimento le lancette dello strumento.
Mario Giuliacci