Se “per primi di marzo ” si intende tra l’1 e il 5 marzo circa, allora queste proiezioni non sono credibili perché allo stato attuale nell’atmosfera non vi è nessuna nuovo fatto di rilievo che possa far pensare al ritorno del grande freddo ai primi di marzo.
La vicenda pertanto puzza… di una sparata buttata là a caso, senza il supporto di valide argomentazioni scientifiche e al solo scopo di fare audience.
Del resto per stabilire se nell’immediata futuro vi saranno importanti irruzioni di aria molto fredda, bisogna seguire le vicende del freddo vortice polare stratosferico (VPS) e in particolare l’evoluzione di un particolare parametro,” la vorticità potenziale” che è in genere la migliore fotografia del VPS.
Il VPS, come ho messo in risalto, in un recente articolo sul questo sito, è ora completamente fuori sede dal circolo polare e vaga intorno al globo colpendo random con le sue gelide correnti, ora l’Europa, ora l’Asia ora il Nord America.
Quando sta per colpire una data regione uno dei suoi 2-3 assi di simmetria si allunga a dismisura, a mò di ellisse, nel verso meridiano, come capiterà appunto domani 20 febbraio con la breve irruzione fredda sull’Europa centro-orientale e sul l’Italia ( vedi la prima immagine).
Dopo questa irruzione, il vortice, nel suo movimento verso levante, sposterà questo suo freddo asse di simmetria verso l’Europa orientale.
Bisognerà attendere fino al 28 febbraio perché il VPS mostri la formazione di un nuovo asse di simmetria ellittico sul Nord America (vedi la 2^ immagine; le linee rosse sono gli assi di simmetria ), il quale poi muovendo da ovest verso est, potrebbe raggiungere l’Europa centrale e l’Italia dopo 7-8 giorni, ammesso (ma non concesso) che quell’asse di simmetria conservi nel lungo tragitto la forma ellittica meridiana.
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