1. Periodo dal 10 dal 15 gennaio
L’anticiclone della Azzorre rimarrà proteso fino al giorno 11 gennaio verso l’Europa centrale e poi dal 12 gennaio si allungherà di nuovo verso le Isole Britanniche. In tal modo, così come ha fatto negli ultimi 15 giorni, farà ancora da scudo all’arrivo non solo delle perturbazione atlantiche ma anche delle irruzioni di aria fredda provenienti dall’ Atlantico o dall’Est europeo.
Effetti: tempo bello su gran parte del Centronord; un po’ di nuvole per lo più innocue sul Medio Adriatico e al Sud (Il 14 gennaio anche su Medio-basso Tirreno) per l’arrivo di venti moderatamente freddi dai Balcani che scorrono lungo il ramo orientale dell’anticiclone della Azzorre.
2. Periodo dal 16 al 19 gennaio
L’anticiclone delle Azzorre si indebolisce e le vicende del tempo sull’Italia passano sotto il dominio di una vasto vortice di bassa pressione, più o meno centrato in prossimità del Baltico, ed esteso dalla Russia Balcani fino a lambire l’Adriatico. L’alta pressione invece dal medio Atlantico si allunga fino alla Norvegia. Tale configurazione barica a forma di S rovesciata, è quella ideale per le discese di aria fredda dal circolo polare.
E in effetti il vortice dovrebbe intensificarsi a seguito di una brusca irruzione di aria polare su tutto l’Est europeo. Un diretta conseguenza, questa, della forzata fuoriuscita del vortice polare verso più basse latitudini, a seguito del surriscaldamento della stratosfera polare sul lato canadese.
Effetti: il giorno 18 dal vasto lago di aria polare che ricopre tutta l’Europa orientale si distacca un nucleo di aria molto fredda diretto verso le regioni del Medio-basso Adriatico. Per gli appassionati della neve e del freddo potrebbe essere l’occasione a lungo attesa dall’inizio dell’inverno. Ma l’irruzione fredda sull’Adriatico porterà probabilmente pochi fenomeni significativi:
nubi al Centrosud; qualche pioggia e deboli nevicate fino bassa quota al Sud.
Manca, per la neve anche in pianura, la presenza sul Medio-basso Tirreno di un vortice di basa pressione che faccia scorrere umide correnti meridionali al di sopra della massa d’aria polare appena giunta.
3. Periodo dal 20 al 22 gennaio
Ma il giorno 20 gennaio l’ara polare si ritira dai Balcani, minando le ultime speranze di vedere neve fino quote molto basse anche in Italia. Il tempo infatti passa ora la mano alle umide correnti atlantiche con perturbazioni che riescono ad entrare finalmente nel Mediterraneo occidentale.
Effetti: le correnti atlantiche dapprima lambiscono le Alpi occidentali, la Liguria e la Sardegna.Ma intorno al 21-22 una perturbazione più intensa dovrebbe portare nubi e piogge su tutta l’Italia. Nevicate, sì, ma solo sul versante meridionale delle Alpi fino bassa quota.
4. periodo 23-25 gennaio
La perturbazione appena entrata sul Mediterraneo occidentale, genera in prossimità della Sardegna un vortice di bassa pressione colmo di aria fredda atlantica (goccia fredda).
Le gocce fredde, specie in inverno, sono quelle più foriere di maltempo sulla penisola perché di solito insistono per più giorni sulla medesima area.
Le correnti meridionali che scorrono lungo il bordo orientale del vortice raggiungono l’Italia, dovrebbero portare piogge quasi ovunque e ancora neve limitatamente alle Alpi. Manca ora purtroppo sulla penisola la presenza di un cuscino di aria molto fredda che trasformi le precipitazioni in neve.
Ma ormai il dado…è tratto.
Infatti la goccia fredda intorno al 24-25 si sposterà sul Medio- basso Tirreno, posizione ideale – ma qui andiamo ormai nel campo della fantasia e dei desideri - per risucchiare aria molto fredda dia Balcani al di sopra della quale poi fare scorrere umide correnti meridionali. Sarà la volta buona per la neve? Ai posteri.. l’ardua sentenza!
1944 | Articoli e curiosità 17 maggio 2012 |
1771 | Editoriale 15 maggio 2012 |
1372 | Articoli e curiosità 13 maggio 2012 |
1048 | Articoli e curiosità 17 maggio 2012 |
906 | Articoli e curiosità 15 maggio 2012 |