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Editoriale
17 gennaio 2012 09:292195

Il tempo nei prossimi 10 giorni: neve sì o neve no?

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Ebbene il 17 e il 18 gennaio avremo una situazione poco invernale con bel tempo (ma anche forti gelate notturne) su tutta la penisola, propiziato dal ritorno sulla penisola del “maiale” (pardon, volevo dire l’anticiclone delle Azzorre!).

Per fortuna la permanenza dell’anticiclone sulla penisola sarà di breve durata perché già il giorno 19 si avvicinerà una perturbazione in arrivo dalla Francia, accompagnata da piovosi e tiepidi venti atlantici.

Che sia la volta buona per portare la neve anche in pianura al Centronord? Ad una prima superficiale analisi slemberebbe di sì. Perché apparentemente vi sono i due ingredienti necessari allo scopo: in primis, il cuscinetto di aria fredda lasciato in prossimità del suolo dalle gelate notturne e dai freddi venti balcanici tra lunedì 16 e martedì 17; in secondo luogo le correnti umide atlantiche che costrette a salire al di sopra del cuscinetto freddo, potrebbero dar luogo a precipitazioni nevose le quali giungerebbero in pianura come tali, stante appunto l’aria molto fredda al suolo.

Questa tesi, dell’arrivo della neve, almeno nelle pianure del Centronord tra il 19 e il 21, tuttora strombazzata ai quattro venti fino a 2-3 giorni or sono da molti siti meteo. Resterete però delusi perché ad oggi sembra che le cose non andranno proprio così.

Infatti la perturbazione atlantica in arrivo giovedì 19 gennaio, sarà sospinta da forti correnti nord occidentali per cui, complice la barriera alpina, la perturbazione salterà a piedi pari il Nord Italia, a parte le solite nevicate da stau sul versante franco-svizzero-austriaco delle Alpi.

Infatti il giorno 20 ritornerà il sereno sulle regioni di Nordovest per venti di Foehn. Le nuvole invece si sposteranno al Centrosud e sulle Isole e sull’estremo Nordest, con piogge sulle regioni centrali, su quelle tirreniche e sulle Venezie e con nevicate sul versante tirrenico dell’Appennino ma solo oltre 1000-1200 metri.

Il giorno 21 ancora piogge su regioni del Medio Adriatico e al Sud; le solite nevicate sulle Alpi di confine; neve fino a bassa quota (oltre 400-600 metri) su Lazio, Campania, Lucania, Calabria; un po’ freddo sulle regioni settentrionali e tirreniche.

Il giorno 22 le piogge sono relegato solo al Sud; ancora neve sulle Alpi di confine.

Mentre la perturbazione sembra ormai avere esaurito il suo ciclo di vita, in realtà intorno al giorno 23 avviene un evento inatteso: un nuovo impulso si aria fredda dai Balcani rinvigorisce il ciclone della perturbazione ora ubicato sul Basso Adriatico. Tornano le piogge sulle regioni adriatiche e al Sud e persino le nevicate fino a quote molto basse (200-300 metri) su Romagna, Marche, Abruzzo. Ma il Nord Italia rimane ancora all’asciutto.

Ma il giorno 24 il vortice si sposta sulla Grecia con residue piogge su Puglia, Calabria e Sicilia.

E, dulcis in fundo, il giorno 25 potrebbe ricomparire di nuovo l’anticiclone delle Azzorre.

Sfuma così nel nulla, per le neve in pianura, una perturbazione che ha scorrazzato sull’Italia per ben 6 giorni, dal 19 al 24 gennaio.



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Perché, in condizioni di bel tempo, il mare costiero diviene un po’ mosso dopo le 9-10 del mattino?

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