Nelle ultime settimane il National Oceanographic Data Center della NOAA ha aggiornato la propria analisi su contenuti di calore e salinità degli oceani aggiungendo i dati relativi al 2011.
In particolare nell’immagine si può osservare il confronto del contenuto di calore dell’oceano (OHC – Ocean Heat Content) nei primi 700 metri di strato marino fra il 1955 (in alto) e proprio il 2011 (in basso). Per ottenere questo risultato gli studiosi del OHC hanno utilizzato dati provenienti da boe oceaniche e navi con scopi di ricerca scientifica, e poiché quella misurata è un’energia accumulata (e quindi integrata) su uno strato definito, l’unità di misura utilizzata sono i joules, con i colori in arancione scuro che indicano le regioni con maggiori quantità di calore immagazzinate (anche 40-50 joules per unità di volume).
Ebbene in base alle analisi della NOAA dal 1955 a oggi la quantità di energia immagazzinata negli oceani del Pianeta è cresciuta di circa 4000 miliardi di miliardi di joules all’anno, equivalenti più o meno a un milione di miliardi di kilowattora: insomma, una quantità di energia spaventosa, pari più o meno a 10 volte quella consumata complessivamente in tutto il nostro Paese!
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